• Casa del Commiato: un successo di civiltà

    Rispetto, accoglienza e riservatezza per l’ultimo addio terreno ai cari Defunti. Sono i concetti sui quali il Gruppo Bondoni ha realizzato la Casa del Commiato in via dell’Industria 3 di Castelplanio, appena fuori l’abitato di Moie di Maiolati Spontini. E’ la prima struttura delle Marche e del Centro Italia in grado di dare risposte concrete alle esigenze della collettività di poter dedicare al proprio Defunto spazi e momenti di riservato raccoglimento prima della cerimonia funebre e della tumulazione. Un’esigenza forte che si evidenzia quotidianamente e che il Gruppo Bondoni - da oltre un secolo leader nel settore delle onoranze funebri - ha voluto recepire e fare proprie. Le camere ardenti allestite presso gli obitori tradizionali hanno spazi limitati, quasi sempre con presenza di più salme che obbligano ad una promiscuità problematica e inopportuna i parenti del Defunto, dall’impossibilità di raccoglimento e preghiera per parenti e amici, alla ristrettezza degli orari che impediscono di vegliare la salma nelle ore serali e notturne. La Casa del Commiato del Gruppo Bondoni è l’unica alternativa a tutto questo: una struttura fruibile 24 ore su 24, facilmente accessibile lungo la strada provinciale 76, a poche centinaia di metri dallo svincolo di Moie della superstrada, con ampi parcheggi privati e con tre moderne Sale del Commiato con accesso riservato, climatizzate, con filodiffusione e con la possibilità di personalizzare l’addobbo funebre. Sale concepite nella nostra concezione cattolica ma rispettose di altre culture e religioni, in una struttura dove i Familiari del Defunto trovano soluzioni per tutti i servizi relativi alla cerimonia funebre e alla tumulazione. Era l’11 Ottobre del 2009 quando venne inaugurata la Casa del Commiato del Gruppo Bondoni. Da quel giorno l’innovativa e indispensabile struttura si è dimostrata un successo di civiltà e riservatezza, di degno servizio globale alla famiglia in uno dei momenti più significativi: l’ultimo addio a un proprio caro. Un successo di civiltà, si diceva, che oggi il Gruppo Bondoni intende significare annunciando la realizzazione della quarta Sala del Commiato, nella stessa struttura e attigua alle altre. Un ulteriore investimento indispensabile per dare risposta alle sempre crescenti richieste provenienti non solo dal territorio vocato ma anche da Jesi e dal fabrianese. L’iniziale intuizione dei Bondoni è diventata una realtà concreta. Un successo di civiltà. Nella realizzazione della Casa del Commiato sono stati coinvolti giovani artisti predisposti nell’avere percezioni e sensibilità diverse e attuali. L’architetto Riccardo Bucci ha interpretato gli aspetti tecnici e funzionali della struttura mentre, la pittrice Simona Bramati ha scelto colori e tinte per le sale e ha realizzato opere di grande spessore artistico. Due giovani professionisti che hanno davvero interpretato nel migliore dei modi quella filosofia citata all’inizio. A loro un ringraziamento particolare, come alla dottoressa Loretta Mozzoni, direttrice della Pinacoteca e Musei civici di Jesi e affermata storica dell’arte, e alla professoressa Chiara Canali, critico d’arte di Milano, che hanno illustrato i particolari di questa inedita sinergia tra l’arte della Bramati e la Casa del Commiato. La committenza (leggi pagina successiva) è stata affidata a Simona Bramati, giovane artista di rilievo nel panorama artistico italiano. Una scelta lungimirante per due motivi: si attualizza il discorso della committenza che lega in un fil rouge arte e morte, il concetto della scomparsa con il linguaggio dell’arte; in secondo luogo con la sua opera Simona Bramati recupera e aggiorna in termini mitologici un’iconografia che si connette alle tradizionali rappresentazioni del passaggio all’Aldilà. (Bruno Luminari, giornalista)