• Sala Erasmo

    Ha le fattezze di un angelo l’anima che viene risucchiata verso l’alto nella tela di medie dimensioni della Sala Erasmo. Erasmo da Rotterdam fu un filosofo olandese del ‘500 che attraverso la manifestazione della pazzia denuncia la corruzione, le distorsioni, i maneggi che allontano l’uomo da Dio. Esercitare il diritto alla pazzia: questo il messaggio di Erasmo da Rotterdam che fa sua la tradizione antica dei “pazzi di Dio” santi resi folli dal desiderio di vedere Dio e di essere ammessi al suo cospetto.
    La figura alata è appoggiata a terra, apparentemente pesante su di essa, ma una forza superiore la risucchia e la innalza verso la luce densa e corposa, chiaro riferimento all’altrove, all’aldilà, quel luogo dove mi piace pensare che si rifugino i nostri pensieri una volta che il corpo se ne va ad altra vita. La nudità della figura viene di nuovo messa al cospetto di Dio, come ultima verità e come rappresentazione dell’anima spogliata da tutti i peccati. Un vento freddo le smuove i capelli e la richiama a Dio. L’angelo è pronto ad andare.
    Secondo Erasmo da Rotterdam, da cui abbiamo preso il nome della sala: “se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, e vivessero sempre sotto la mia insegna, la vecchiaia neppure ci sarebbe, e godrebbero felici di un'eterna giovinezza”. Di fronte alla morte siamo tutti uguali, nessun vezzo può diversificare un individuo, nessun vestito può classificare il defunto, niente può impedirci di morire, perchè siamo fatti per nascere e per morire.

     

  • Chi era Erasmo

    Erasmo nacque come Geer Geertsz il 27 Ottobre 1466 a Rotterdam. Fu ordinato sacerdote nel 1492 e completò quindi i suoi studi a Parigi. Dal 1499 adottò la vita di uno studioso indipendente, spostandosi da una città all'altra, insegnando e corrispondendo con le menti più insigni dell'epoca. Cominciò a scrivere attorno al 1500, sia scritti teologici che di altra natura. Tutti i suoi lavori mostrano un bagaglio di sapere immenso e una intelligenza a dir poco brillante, ma allo stesso tempo la sua umanità; il suo senso dell'umorismo. Molti dei suoi primi lavori attaccarono la corruzione e la superstizione all'interno della chiesa e il suo capolavoro “L'elogio della follia”, dedicato e ispirato al suo amico inglese Tommaso Moro, fa appello per un ritorno a un cristianesimo più semplice. Con l'inizio della Riforma Protestante Erasmo prese una direzione diversa. Sebbene rimase sempre un cattolico convinto le nuove dottrine suscitarono in lui una certa simpatia ma per ribattere all'accusa di essere diventato luterano, scrisse il “Libero Arbitrio”; una completa dichiarazione sulla sua posizione teologica che contiene un brillante attacco a Lutero. Erasmo morì a Basilea il 12 Luglio 1536.